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No vax, No green pass ...???



L´Università Popolare di Padova considera indispensabile per la sicurezza dei propri soci e frequentatori l´osservanza delle norme anti contagio, a iniziare da vaccinazione, mascherina, distanziamento, sanificazione.
Concorda quindi in pieno con la nota sull´argomento trasmessaci dal prof. Gastone GAL consigliere nazionale dell´ANEI (Associazione nazionale Ex Internati)
che recentemente ha tenuto per l´UP la conferenza sulla Resistenza degli Ufficiali italiani nel lager di Hammerstein.

No Vax, No Green Pass
Per noi il NO ha ben altro significato.
Sappiamo quanto sia importante avere il coraggio di opporsi alle coercizioni, dire No a chi vuol negare i diritti umani, i nostri Internati Militiari Italiani IMI ce l’hanno insegnato.
Ma è questo quel No che viene sbandierato da chi si oppone al vaccino o al Green Pass in nome di una presunta libertà individuale?
Abbiamo imparato che la libertà finisce dove comincia quella degli altri e che non dobbiamo metterla a repentaglio con i nostri comportamenti.
Sappiamo che la nostra Costituzione dichiara l’obbligo da parte dello Stato di tutelare la salute dei cittadini e, di conseguenza, impone di adottare tutti i provvedimenti necessari a questo fine.
A questi ci adeguiamo perché volti al bene comune.
Il NO dei nostri Padri ci ha regalato la democrazia, il No di questa minoranza utilizza le opportunità offerte dalla democrazia per imporre una chiassosa presenza con assembramenti non protetti in dispregio delle precauzioni anti Covid e della salute di tutti.
Grazie ai loro cortei, a Trieste, vi sono stati 93 contagiati durante i giorni di agitazione.
Siamo stati in silenzio ad osservare i cortei dei No Vax e dei No Pass, che attraversavano e attraversano i centri delle nostre città, abbiamo ascoltato, increduli, invocazioni alla libertà individuale soffocata da presunte imposizioni dittatoriali del potere politico.
Abbiamo assistito, basiti, ad aggressioni ai giornalisti colpevoli unicamente di diffondere i comunicati scientifici, ritenuti dai No tutto privi di credibilità.
Abbiamo visto neofascisti dichiarati guidare, a Roma, il corteo all’assalto della sede della CGIL e ora, a Novara, assistiamo, scandalizzati, anche alla rappresentazione folkloristica del travestimento da detenuti nei Lager da parte di questi sostenitori della presunta coercizione subita a causa del Green Pass.
Certo, forse, come sempre, la cosa migliore è non accettare le provocazioni perché chi concerta queste esibizioni attende la reazione per figurare come vittima, al fine di catturare consensi.
Ma possiamo continuare a restare in silenzio, senza indignarci, anche di fronte all’offesa alla Shoah e a tutti gli internati nei Lager nazisti, paragonati a chi, non riuscendo ad andare oltre sé stesso, ma godendo ancora di uno stato di salute grazie al senso di responsabilità della maggioranza della popolazione vaccinata, si dimentica completamente del dovere civico di tutelare la propria e l’altrui salute?
L’uso strumentale dei simboli di una grande tragedia dell’umanità non può essere tollerato e chi li utilizza o ignora con incoscienza la Storia e la vastità della sofferenza delle vittime, che richiedono solo enorme rispetto, o è così volutamente in malafede che non può che essere ricondotto alla schiera di coloro che ancora si alimentano dell’ideologia
nazi-fascista.
Allora vorremmo che fosse un altro quel No, quello che noi conosciamo, che ci invita al senso di responsabilità suggerendoci che sono maturi i tempi sia per prendere coscienza che l’unica via di uscita dalla pandemia, e dalle inevitabili restrizioni che essa comporta, è il vaccino, sia per prendere le distanze da chi si serve per fini politici della diffidenza verso questa forma di profilassi, alimentando un disagio che, come si è già visto, genera divisioni e pericolose conseguenze antidemocratiche.

Prof. Gastone Gal
Consigliere nazionale ANEI Associazione Nazionale Ex Internati





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